|
François Truffaut

|
Nato a Parigi il 6 febbraio 1932, morto a Parigi 21 ottobre 1984. Attore, regista, sceneggiatore e produttore |
| |
 eglio dei bambini maleducati e felici che beneducati e infelici. È una frase pronunciata dal grande artista francese in età matura, forse proprio perché vive un'infanzia decisamente tormentata, finendo anche in riformatorio. Ma, già così giovane, nutre una profonda passione per i libri ed il cinema. Ha fretta di crescere e inserirsi nel mondo degli adulti. A quattordici anni lavora come magazziniere, poi , all'insaputa dei genitori, si licenzia ed investe la liquidazione aprendo il cineclub Cercle Cinémane. Quindi l'incontro con André Bazin e la collaborazione con la prestigiosa rivista cinematografica Cahiers du Cinéma, per cui pubblica, dal 1955 al 1959, recensioni che preannunciano la nouvelle vague. Proprio di questa tendenza Truffaut è uno dei protagonisti principali. Esordisce come regista e sceneggiatore nel 1955, con La visita. Dopo Anni difficili (1957) debutta anche come attore. È il 1959 e la pellicola I quattrocento colpi non può che rievocare quella sua infanzia infelice, da cui fuggire al più presto. Segue un ciclo di film caratterizzato da temi cui il regista transalpino rimane sempre legato: l'amore e la difficoltà della vita di coppia, l'infedeltà, il tempo che trascorre e l'angoscia delle morte, le suggestioni letterarie, il fascino dello spettacolo e della messinscena, il gusto per la citazione dal cinema classico americano, l'ironia e la voce over di commento. Tutto ciò è facilmente riscontrabile in Jules et Jim (1961), L'amore a vent'anni (1962), Baci rubati (1968), La mia droga si chiama Julie, Il ragazzo selvaggio e Non drammatizziamo... è solo questione di corna! (1970), Effetto notte (1973) - forse il suo lavoro più famoso - Adele H., una storia d'amore (1975), Gli anni in tasca (1976), L'uomo che amava le donne (1977), La camera verde (1978) e L'amore fugge (1979). Come attore è uno tra gli interpreti del famoso film di fantascienza Incontri ravvicinati del terzo tipo (1977), poi gli ultimi suoi lavori: L'ultimo metrò (1980), La signora della porta accanto (1981) e Finalmente domenica! (1983). Muore nel 1984, all'età di cinquantadue anni, per un male incurabile. |
| |
|
filmografia riconoscimenti artistici
|
| |
| aggiornata agosto 2000 |
|