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Nanni Moretti

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Nato a Brunico, Bolzano, il 19 agosto 1953. Regista, attore |
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l cinema di pomeriggio, la pallanuoto di sera. Passioni da adolescente di un semplice ragazzo, figlio della media borghesia (il padre è un professore universitario di epigrafia greca, la madre insegnante di un liceo). Ma Nanni Moretti fonda proprio su questi due amori tutta la sua esistenza. Nel 1970 gioca nella nazionale giovanile di pallanuoto e in serie A nella Lazio. Terminato il liceo classico - negli anni giovanili è anche molto impegnato politicamente nell'ambito della sinistra - vende la sua raccolta di francobolli e si compra una cinepresa Super 8 per girare i primi cortometraggi. Entrambi vengono proiettati nel quartiere romano di San Lorenzo e successivamente a due festival dedicati al cinema italiano a Montecatini e Venezia. Il primo: La sconfitta, la storia e la crisi di un giovane militante dell'estrema sinistra. Il secondo: Pàté de Bourgeois, scene da fotoromanzo commentate fuori campo, un intrecciarsi di vicende su alcuni amici disillusi. In realtà, in questo periodo Moretti comincia a vedere realizzarsi il suo sogno. I fratelli Taviani gli offrono una piccola parte nel loro Padre Padrone. Per farsi conoscere dal grande pubblico deve però aspettare altri tre anni. Ancora due film in Super 8: Come parli frate?, una parodia dei Promessi Sposi, e soprattutto Io sono un autarchico, il ritratto di Michele Apicella (l'alter ego di Nanni Moretti in molte sue pellicole) che insieme ad alcuni amici fonda una piccola compagnia teatrale impegnata a montare uno spettacolo d'avanguardia. Presentato al Filmstudio, Io sono un autarchico rimane in programmazione per molti mesi e viene acquistato dalla Rai.
Nel 1978 altro successo: il suo secondo lungometraggio, Ecce bombo, è presentato in concorso a Cannes. Quando poi arriva il primo riconoscimento - il Gran premio speciale della giuria alla Mostra di Venezia, presidente Italo Calvino, nel 1981 - il film, Sogni d'oro, non ottiene il favore del pubblico. Fulmineo il rilancio: con Bianca (1983) e con La messa è finita (1985) che vince l'Orso d'argento al Festival di Berlino. Nel 1987, in omaggio al dolce che adora, Nanni Moretti fonda insieme all'amico Angelo Barbagallo la casa di produzione Sacher Film. L'anno successivo il regista romano torna in scena con Palombella rossa. Rifiutato al concorso ufficiale della Mostra del Cinema di Venezia (1989), il film viene proiettato all'interno della settimana della critica e ottiene un grande successo anche all'estero.
A breve distanza segue il documentario La cosa, frammenti di un dibattito all'interno del Pci sulla proposta del segretario Achille Occhetto di rifondare il partito. Nel 1991 la Sacher, dopo Notte italiana di Carlo Mazzacurati e Domani accadrà di Daniele Luchetti, produce Il portaborse. Nel film Moretti interpreta la parte di un cinico ministro disposto a tutto pur di raggiungere le vette del potere. Il film anticipa quello che sarà il ciclone Tangentopoli e la caduta di un'intera classe politica.
Il settimo lungometraggio di Moretti, Caro diario, del 1993, diventa un vero e proprio fenomeno di costume. Conquista Cannes e il favore del pubblico internazionale. In Francia il regista viene definito il nuovo Fellini del cinema italiano. Il suo percorso si completa nel 1998 con Aprile, in cui Moretti abbandona il personaggio-simbolo Michele Apicella per diventare semplicemente se stesso, raccontando in prima persona l'esperienza della nascita del primo figlio. È l'ennesimo successo. Nel 2000 dirige ed interpreta un'altra intensa pellicola, dal titolo La stanza del figlio grazie alla quale nel maggio 2001 conquista la Palma d'Oro a Cannes, riportando in Italia l'ambito premio dopo ventitré anni di assenza.
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filmografia
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| aggiornata maggio 2001 |
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HANNO DETTO
Nanni Moretti: Voi gridavate cose orrende e violentissime e voi siete imbruttiti. Io gridavo cose giuste e ora sono uno splendido quarantenne.
Dal film Caro diario (1993) |
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