Un piccolo ebreo. Il lager.
Una famiglia distrutta...

JONA CHE VISSE NELLA BALENA

Drammatico (Italia, 1993)
Col. 100'

JONA CHE VISSE NELLA BALENA

Regia Roberto Faenza
Soggetto Jona Oberski
Sceneggiatura Filippo Ottoni,
Roberto Faenza
Prodotto Gianni Bellavia,
Elda Ferri
Musica Ennio Morricone
Fotografia Janos Kende

Personaggi e interpreti
(Jona) Luke Petterson, (Il Padre) Jean Hugues-Anglade, (La madre) Juliet Aubrey, Jenner Del Vecchio, Francesca De Sapio, Djoko Rosic, Simona Faceva, Alexandrina Bojlova

È solo un bambino ebreo. Ma l'orrore della guerra non guarda in faccia nessuno. Neanche i più piccoli. Vittime delle persecuzioni naziste con le rispettive famiglie.
Questa è la storia di Jona, deportato con i suoi. L'olocausto è ancora più brutto se visto dagli occhi di un bambino. Da chi, attraverso una disarmante innocenza, vede solo morte e dolore intorno a sé.
Al campo di concentramento perde il padre, il solo uomo che gli dava coraggio. Un colpo davvero duro per Jona.
Quando arrivano i russi e aprono le porte di quel lager mostruoso, per il piccolo e la sua mamma sembra un nuovo inizio. Ma il dolore strazia la donna, ormai irrimediabilmente pazza. Jona adesso è solo. Con un pesante fardello di ricordi bui. Ma una coppia di anziani, che può capire il suo tormento, lo prende con sé. E piano piano, un piccolo adulto dal corpo di bambino, ricomincia a vivere...

Tratto dal libro dello scienziato Jona Oberski, intitolato Anni d'infanzia, è sceneggiato e diretto con delicatezza da Roberto Faenza. Il regista torinese, firma capolavori quali ad esempio Sostiene Pereira, nel 1996, con il grande Marcello Mastroianni.
Nella sua drammaticità, la pellicola non scivola mai nel patetico. Ne deriva un tremendo viaggio dentro un incubo, attraverso gli occhi di un bambino scampato.



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