Antonio Caccavallo è un agente di pubblica sicurezza. Non guarda in faccia nessuno. L'unica cosa che conta per lui è la legge. L'ordine. La giustizia. A costo della sua stessa vita.
Una sera, nel corso di una retata, ammanetta una giovane. Scambiandola per una ragazza di vita. Ma lei, in realtà, non lo è affatto. Si chiama Carolina: ed è fuggita di casa. Aspetta un bambino. È sola e disperata.
Antonio ha il cuore tenero. E si fa impietosire. Decide così di aiutarla. E di riportarla nel paese natìo. Ma le cose non vanno come previsto. Nessuno vuole ospitarla. Nè darle una mano. E così Antonio, che già le vuole bene...
Questa pellicola, quarantunesima interpretazione del grande Totò, è stata sottoposta a censura per ben due anni. Girata nel 1953, esce solo nel 1955. Il film, tratto da un soggetto di Ennio Flaiano, all'epoca è stato aspramente criticato sia per la burla nei confronti delle forze dell'ordine, che per il tentato suicidio di Carolina. Mal visto anche e soprattutto dal mondo cattolico. Da cui una scritta riparatrice in sovrimpressione da parte della produzione, per tentare di ovviare a questi inconvenienti.