Tre falsari improvvisati.
Le loro "calde" banconote.
Un figlio finanziere...

LA BANDA DEGLI ONESTI

Commedia (Italia 1956)
B/n. 87'

la locandina

Regia Camillo Mastrocinque
Sceneggiatura Age & Scarpelli

Personaggi e interpreti
(Il portiere) Totò, (Il tipografo) Giacomo Furia, (Il pittore) Peppino De Filippo, Anita Ciarli, Memmo Carotenuto

M. Carotenuto e TotòFalsari si nasce o si diventa... Difficile stabilirlo. Di certo l'occasione fa l'uomo ladro. E lui, portiere di uno stabile, ha sempre avuto l'inclinazione per le piccole truffe. Nonostante sia considerato da tutti un bravo diavolo.
Un giorno, però, gli capita fra le mani un cliché rubato. E con i suoi due migliori amici decide di mettersi a produrre banconote false. Lo aiutano un pittore d'insegne e un tipografo. Ma la situazione si complica. Primo perché è comunque difficile piazzare un certo tipo di soldi, seppur di piccolo taglio. E poi, soprattutto, perché il figlio del portiere è un finanziere, tutto d'un pezzo. P. De Filippo e TotòConcentrato nel seguire le tracce di una banda di falsari. Il portiere non resiste a quel rimorso. E decide di confessare la sua atroce colpa. Ma scopre invece una bella sorpresa: l'unica banconota in circolazione è quella buona. Usata per far bene le altre...

Il film è la cinquantesima interpretazione del grande Totò. Per il compare di tante pellicole, Peppino De Filippo, invece si tratta del quarantasettesimo ciak. Dietro la macchina da presa, Camillo Matrocinque: alla sua trentacinquesima regìa.


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