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Un furbo capobanda. Un musicista squattrinato. Le loro disavventure algerine...
TOTÒ LE MOKÒ
Commedia (Italia 1949)
b/n 77'
REGIA
Carlo Ludovico Bragaglia
SCENEGGIATURA
Vittorio Metz
Furio Scarprelli
Alessandro Continenza
PRODOTTO DA
Raffaele Colamonici
PERSONAGGI E INTERPRETI
(Antonio Lumaconi) Totò
(Viviana) Anna Maria Canale
(Zà La Mortadelle) Mario Castellani
Carlo Ninchi
 
La gang della casbah ha perso il suo capo. Se nè andato, Pepè Le Moko. Ed il gruppo ha bisogno di un leader. Viene eletto suo cugino, Antonio Lumaconi, musicista ambulante. Con poche speranze di carriera artistica a Napoli. Felice, dunque, di trasferirsi ad Algeri. Ma dietro questa sua presunta elezione ci sono i complici di Pepè: che lo mettono in un mare di guai. Prima il poveretto si ritrova coinvolto in una rapina a mano armata al Grand Hotel. Poi, viene convinto da Suleima, la ragazza di Pepè, a cospargersi i capelli di una famosa crema: dai poteri afrodisiaci....
Forte di questa sicurezza, Antonio s'innamora di una bella straniera, Viviana. E Suleima, gelosa, per ripicca taglia a zero le sue chiome. Nel frattempo il povero Antonio si ritrova ad affrontare le ire di Pepè, che non è affatto morto. Fino a quando, stanco di tutte queste peripezie, Antonio decide di rimpatriare... Tornato a Napoli, con i soldi leciti e illeciti, racimolati in quest'avventura potrà finalmente metter su la banda musicale sognata da una vita...
È la parodia del film Pepè le Mokò: versione napoletana e divertentissima, di un musicista gesticolone, algerino d'adozione, alias Totò, al suo tredicesimo ciak. Per il regista Carlo Ludovico Bragaglia, invece, è il trentaquattresimo film.
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