Il Barone Peletti è davvero avaro. Non fa altro che contare i soldi. E passa i suoi giorni, attento che qualcuno amministri bene il suo patrimonio. Intanto il figlio s'impadronisce della sua parte di eredità: e sposa la fidanzata. E, come se non bastasse, qualcuno organizza un simpatico scherzetto al gretto Barone: la sua finta morte. A cui crede davvero. Una specie di percorso di purificazione, che gli faccia capire quanto è brutta l'avarizia. Talmente credibile, che il poveretto si convince di essere defunto sul serio. E si appresta, rassegnato e timoroso, alla sua discesa agli inferi...Ma questa messinscena darà presto i suoi frutti: i soldi, in fin dei conti, son fatti per essere spesi. Ed il povero Barone comincerà col farlo: costruendo una scuola...
È la quarantunesima regia per Carlo Ludovico Bragaglia. E la ventiduesima interpretazione per il grande Totò. Il Principe della risata, per la prima volta in questo film, recita una delle battute più famose: noblesse oblige: la nobiltà è obbligatoria. Tra gli altri interpreti, un giovane Gigi Reder al suo debutto: conosciuto dal pubblico per la sua storica interpretazione del ragionier Filini nella saga di Fantozzi, interpretata da Paolo Villaggio.
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