Ciccillo è un viveur. Si gode la vita a Napoli. Tra donne e gioco d'azzardo. Questo grazie ai soldi che gli manda suo zio benestante. Un tipo proprio particolare, che si chiama Felice Sciosciammocca. Questi, però, è convinto che il nipote sia uno stimato professionista. Un medico psichiatra rispettato e conosciuto. Tutto fila liscio. Fino a quando, un giorno, Felice decide di far visita a Ciccillo. E comincia il gioco delle parti. Tanto che una clinica per artisti, viene spacciata a Sciosciammocca come il nosocomio per malati di mente in cui lavora il nipote...
Il film è tratto dalla farsa di Eduardo Scarpetta del 1908 O' Miedeco d'e pazze. E' il cinquantanovesimo ciak di Mario Mattoli, regista con il quale Totò lavora spesso, e con il quale lo stesso anno gira
Miseria e nobiltà e Totò cerca pace.
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