Due orfanelli attempati. Il loro gesto d'amore.
Il ritrovamento dei genitori

I DUE ORFANELLI

Commedia (Italia 1947)
B/n. 85'

Regia Mario Mattoli
Soggetto Mario Mattoli, Steno
Sceneggiatura Age
Musica Eldo Di Lazzaro

Personaggi e interpreti
(Gasparre) Totò, (Battista) Carlo Campanini, (Zio Filippo) Nerio Bernardi, Luigi Almirante, Raimondo Vianello,
Isa Barzizza

Francia 1865. Gasparre e Battista sono due orfanelli in là con gli anni. Ormai lavorano nell'istituto che li ha visti crescere. Insieme a loro, tanti ragazzi non conoscono le proprie origini. In particolare la giovane e bella Matilde, innamorata dell'ufficiale Giorgio. La fanciulla, però, non può convolare a nozze fino a quando non conoscerà le proprie origini. E, disperata, non sa proprio cosa fare. I due decidono, perciò, di portare una ciocca della ragazza ad una maga. Ma Gasparre la perde, sostituendola con una ciocca dei suoi capelli. E' lui cosė a scoprire l'identità del suo vero padre. Un nobile al quale il bambino è stato tolto, quando era appena nato, dal cattivo zio Filippo. Gasparre e Battista si recano da quest'uomo perfido e crudele: e questi minaccia di portarli alla ghigliottina. Ma le sorprese non sono finite: il povero Battista scopre d'essere addirittura il figlio del boia di Parigi, che salva loro la vita. Tutto bene quel che finisce bene: peccato che è solo un sogno... Cominciato quando Gasparre ha perso quella fatidica ciocca.

La pellicola, cosceneggiata da Age, alias Agenore Incrocci, utilizza i costumi di un altro film diretto da Mattòli: Il Fiacre numero 13. Molto divertenti gli sketch di Totò alle prese col perfido Filippo.


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