Uno scrivano senza speranze. Un fotografo disoccupato. Un'occasione da non perdere...

MISERIA E NOBILTÀ

Commedia (Italia 1954)
Col. 95'

la locandina

Regia Mario Mattoli
Soggetto Eduardo Scarpetta
Sceneggiatura Ruggero Maccari
Musica Pippo Barzizza

Personaggi e interpreti (Felice Sciosciammocca) Totò, (Pasquale) Enzo Turco, (Marchese Ottavio) Giuseppe Porrelli, (Gemma) Sophia Loren, Carlo Croccolo, Valeria Moriconi, Dolores Palumbo

Due famiglie in bolletta vivono insieme tentando di sbarcare il lunario. Sono quella dello scrivano Felice Sciosciammocca e quella del fotografo Pasquale. Ma il lavoro scarseggia. E i due poveretti non sanno come rimediare il cibo per le rispettive famigliole. Tanto che la moglie di Felice, stanca di tanto penare, se ne va di casa.
I problemi sembrano ormai irrisolvibili. Fino a quando la fortuna bussa alla porta. Ed entrambi gli amici vengono ingaggiati dal marchesino Eugenio, per interpretare i suoi finti familiari aristocratici. Il giovane, infatti, vuole chiedere la mano della bellissima Gemma, figlia di Don Gaetano. Ed ha bisogno di parenti su misura.
La finzione, tra gaffe e sketch divertenti, ottiene esito positivo. E se i due ragazzi coronano il loro sogno d'amore, anche Felice ritrova quello della sua dolce consorte...

La farsa di Eduardo Scarpetta è stata riadattata per il grande schermo nel 1941, da Corrado D'Errico, con uno dei Scarpetta figlio, Vincenzo, nel ruolo del protagonista. Ma nel 1909 era già stata tradotta per il piccolo schermo da Scarpetta padre. Riproduce il grande tema della fame, che nella Commedia dell'Arte è prerogativa di Pulcinella, unendolo al gioco degli equivoci. Divertente la scena del ballo degli spaghetti, messi in tasca da Totò come provvista. Ma anche quella della dettatura della lettera, che anticipa lo sketch ormai celebre del film Totò, Peppino e la Malafem.
La pellicola rientra in una trilogia dedicata a Scarpetta-Totò e Mattòli, che comprende anche Il Medico dei Pazzi e Un Turco Napoletano.


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