Luis Bacalov

San Martin, Buenos Aires, il 30 agosto 1933, musicista
 
Inizia la sua attività concertistica in Sudamerica e in Spagna, svolge studi di perfezionamento a Parigi, dove è ingaggiato come pianista in night-clubs. Brillante esecutore, si dedica al concertismo, alla composizione e a varie attività musicali. In Italia, dal 1959, si vede offrire l'opportunità di comporre musiche per il cinema, attività svolta, fino al 1963, con lo pseudonimo di Luis Enriquez; poi i produttori utilizzano per un po' sia lo pseudonimo che il nome vero (dal 1967/68 le partiture sono firmate esclusivamente col nome vero).
Dopo diversi commenti abbastanza corrivi, Bacalov va sempre più raffinando la sua partecipazione, dedicando ad alcune pellicole particolare attenzione e precisando un impegno sempre maggiore. Da segnalare: La noia (1963, di D. Damiani); La congiuntura (1964, di E. Scola); Il Vangelo secondo Matteo (1965, di P.P. Pasolini: scelta delle musiche); Una vergine per il principe (1965, di P. Festa - Campanile); Questa volta parliamo di uomini (1965, di L Wertmüller); Una questione d'onore (1966, di L. Zampa); Una rosa per tutti (1966, di F. Rossi); Quién sabe? (1966, di D. Damiani: supervisione di Ennio Morricone); A ciascuno il suo (1967, di E. Petn, buon uso del pianoforte in funzione accanitamente ritmica): Questi fantasmi (1967, di R. Castellani); I protagonisti (1968, di M. Fondato: partitura assai matura e moderna, anche questa basata su forti elementi ritmici); Cuori solitari (1969, di Franco Giraldi); L'amica (1969, di A. Lattuada); Il prezzo del potere (1969, di T. Valeri); Roma bene (1971, di C. Lizzani: buoni spunti ironici); Milano calibro 9 (1972, di F. Di Leo: fitto dialogo degli strumenti su sostenuti ritmi di base); La rosa rossa (1973, di F. Giraldi: sono inclusi robusti brani sinfonici di Mahler); La seduzione (1973, di F. Di Leo); I prosseneti ( 1976, di B. Rondi); Improvviso (1979, di E. Bruck); Le rose di Danzica (1979, di A. Bevilacqua); La giacca verde (1980, di F. Giraldi).
Il nome di Bacalov raggiunge una vera popolarità soltanto quando Federico Fellini affida a questo musicista il commento di La città delle donne (1980), privo come si trova della fida presenza di Nino Rota, deceduto alla fine del 1978. Anche Bacalov, come Rota, viene stritolato dal regista riminese.
Si segnalano la partiture di Coup de foudre (Prestami il rossetto 1983, di D. Kurys), di Caro Gorbaciov (1988, di C. Lizzani), di Donna d'ombra (1988, di L. Faccini), di Burro (1989, di J.M. San chez), e soprattutto di La maschera (1988, di F. Infascelli), dove Bacalov si rifà con gusto alla musica barocca ed inventa una operina caricaturale. Interessante anche la colonna sonora di Una storia semplice (1991, di E. Greco).
Nel 1995 vince il Premio Oscar come Miglior Colonna Sonora per il film Il Postino, di Massimo Troisi. Nel 1999 fa parte della direzione artistica del 50o Festival di Sanremo.
Nel 2001, invece, è autore del commento musicale del film tv Come l'America, in onda su RaiUno.
 
aggiornata aprile 2001


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