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Uno scrittore in crisi. La sua mente malata. L'esplosione della violenza...
SHINING
(The Shining)

Orrore (Usa, 1980)
Col. 116'
Regia Stanley Kubrick
Sceneggiatura Diane Johnson, Stanley Kubrick
Prodotto Jan Harlan, Stanley Kubrick
Musica Wendy Carlos, Rachel Elkind
Fotografia John Alcott
Personaggi e interpreti
(Jack Torrance) Jack Nicholson, (Wendy Torrance) Shelley Duvall, (Danny Torrance) Danny Lloyd, (Dick Hallorann) Scatman Crothers, (Stuart Ullman) Barry Nelson
  
Jack fa lo scrittore. Ma è in piena crisi d'ispirazione. È nervoso, irascibile e insoddisfatto a causa delle idee che languono, della sua vena creativa ormai asciutta. Per necessità economica, ma anche per cercare nuovi stimoli, accetta un lavoro come guardiano invernale dell'Hotel Overlook, una struttura isolata che viene chiusa in quel periodo dell'anno. Jack parte con la moglie e il figlioletto di sette anni. Con loro, unici abitanti dell'albergo, affronterà il lungo inverno e cercherà di ritrovare se stesso e il suo talento Ma quello che doveva essere un nuovo inizio, gradualmente si trasforma in un incubo senza fine. Jack infatti comincia ad identificarsi con il vecchio guardiano di dieci anni prima che, in un raptus, ha sterminato in modo cruento la sua famiglia all'interno dell'hotel.
  
Il fatto orrendo, dunque, sembra stranamente ripetersi, per un inspiegabile sovvertimento spazio-temporale di cose e situazioni. Un'immedesimazione inquietante e inconcepibile - e oscure presenze - stimolano la follia omicida di un uomo dall'apparenza tranquilla; lo deformano, ne solleticano il lato diabolico ed assassino. Ed ecco un susseguirsi di immagini forti ed impressionanti, psicotiche e terribili. Come l'unica frase scritta dall'uomo in tanti mesi passati di fronte alla sua macchina da scrivere e ripetuta all'infinito: il mattino ha l'oro in bocca... Ma Jack, o chiunque sia diventato lo scrittore, non sa che il figlio ha dei poteri paranormali...
  
È uno dei capolavori del cineasta newyorchese Stanley Kubrick. È la messa a nudo del lato oscuro che giace, più o meno sopito, in ogni uomo: la violenza, la follia omicida, il desiderio di morte. In una sola parola, il male. Tratto dal romanzo di Stephen King, che all'epoca dell'uscita del film criticò l'estremismo della regia e lo stravolgimento del soggetto, è un'opera che si muove tra l'horror e il fine thriller psicologico. Lo Shining si riferisce al tipo di potere extrasensoriale del bambino. E proprio nell'eterno e più o meno malcelato conflitto fra padre figlio, s'impernia il filo rosso della tragedia. L'odio scatenato per la vitalità infantile, contro la ruggine dell'intelletto adulto, ma anche la gelosia della giovinezza, l'irrazionalità dei grandi di fronte alla razionale pulizia infantile, il duro lavoro senza l'aspetto ludico. Tante e diverse possono essere le chiavi psicologiche di lettura. Di certo questo risulta uno dei film cult del suo genere. Grande nella sua follia l'interpretazione di Jack Nicholson, magistralmente doppiato da uno straordinario e intenso
Giancarlo Giannini. Il film si aggiudica il Saturn Award, dell'Academy of Science, Fiction, Horror and fantasy americana, nelle categorie Miglior Attore non Protagonista a Scatman Crothers e Miglior Film Horror. Mentre il grande Kubrick, accusato di troppa originalità, ottiene la nomination per la Peggior Regia ai Razzie Awards.
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