Roberto Rossellini
Nato a Roma l'8 maggio 1906, scomparso a Roma il 3 giugno 1977, regista italiano
E' considerato il fondatore del filone neorealista.
Esordisce dietro la macchina da presa dirigendo dei cortometraggi, tra i quali Fantasia Sottomarina del 1937. Quattro anni dopo, arriva il primo lungometraggio: La nave Bianca, seguito da due film bellici di propaganda fascista intitolati rispettivamente Un pilota ritorna del 1942 e L'uomo della croce.
Ma il capolavoro è Roma città aperta del 1945 e, l'anno successivo, Paisà: ha inizio il neorealismo. Appassionata testimonianza cinematografica degli anni della guerra e del dopoguerra.
Tante le opere, tante le critiche ed i consensi. Da Amore, film in due episodi entrambi interpretati da Anna Magnani, del 1947 a Francesco Giullare di Dio del 1950 e Europa'51, del 1952. Per arrivare a La paura del 1955 e India, di tre anni dopo, a carattere documentario, oppure Viva L'Italia, del 1961. Per la Rai realizza opere quali, ad esempio, Socrate del 1970, L'età di Costantino del 1973 e l'anno dopo Cartesius.

Rossellini si presenta come un cineasta contraddittorio ed innovatore. Anche se la sua produzione oscilla fra alti e bassi qualitativi, resta senza dubbio un regista geniale e irrequieto. Maestro per molti cineasti Anni Sessanta.
La sua carriera si può dividere in tre fasi differenti: il periodo neorealistico, dove appare come il reporter lucido dell'epoca dove vive. Ne traspare un realismo che affonda le sue radici letterarie in Verga e Manzoni. La fase psicologica, nella quale prova ad indagare l'inconscio dei suoi personaggi, dove spesso utilizza tra le attrici lo charme di Ingrid Bergman. Ne risulta una sorta di neoromanticismo psicologico. E quella didattica, dedicata alla tv, dove rinnova sintatticamente la sua ricerca cinematografica.
Nella sua carriera ottiene anche una nomination all'Oscar, per la migliore sceneggiatura di Paisà, nel 1946.
aggiornata luglio 1999


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