ANDATO IN ONDA
DAL 19 SETTEMBRE AL 24 OTTOBRE 1999


Un coraggioso avvocato. Un amico per i clienti.
La sua vita frenetica. Tra professione e sentimenti.

Non lasciamoci pi¨

Con Fabrizio Frizzi
Debora Caprioglio

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spot.3 (video, 0'36'') le puntate
spot.4 (video, 0'35'') la locandina

Lo conosciamo come brillante conduttore di varietà e trasmissioni di successo. Ora Fabrizio Frizzi si cimenta in una veste inedita. È l'interprete principale della nuova serie televisiva di RaiUno. Fiction che si articola in sei episodi autoconclusivi. Il protagonista è Paolo G. Bonelli. Un avvocato matrimonialista di trentacinque anni. Scapolo impenitente. Disincantato rispetto all'amore e alla vita di coppia. Proprio a causa della sua professione. Comunque un uomo che non ha perso la capacità di vivere emotivamente i problemi dei suoi clienti.

Debora Caprioglio e Fabrizio Frizzi

La casa del protagonista è attigua alla studio legale. Solo una porta di comunicazione divide i due appartamenti. Spesso ciò crea confusione tra l'ambiente di lavoro e la vita privata. Ma in fondo a Paolo piace così. Sembra quasi trovare nuova linfa ed energia dal disordine imperante. Caos che rispecchia anche la sua condizione di scapolo convinto.
La sua vita è quantomai frenetica ed imprevedibile. Intere giornate trascorse tra tribunale e studio legale. A dibattersi tra coppie in litigio per le ragioni più strampalate e assurde. Coniugi traditi. Mogli e mariti gelosi. Magari senza un valido motivo. Conflitti d'interesse. Incomprensioni più o meno profonde. Vecchi rancori che emergono. Per i motivi più futili...

Paolo ha una segretaria: Giovanna. Efficiente e silenziosa. Un silenzio dettato dall'esperienza. Di chi ne ha viste di cotte e di crude. Tanto da consigliarla ad assistere con distacco al frenetico tran tran quotidiano dello studio del suo datore di lavoro. Non vale la pena rovinarsi il fegato nell'inutile tentativo di aggiustare le cose a modo proprio. Poi c'è Carmelina. La portiera ciociara che accudisce Paolo come un figlio. Ma che non gli risparmia frecciatine. E bonari consigli improntati sul classico buonsenso contadino. Infine, Enea. Un giovane aspirante assistente. Instradato dal padre Alvaro alla carriera legale. Ma Alvaro non sa che Enea sta per laurearsi in medicina, la sua vera passione. Il giovane ha però fatto credere al padre di essersi laureato in Giurisprudenza. In attesa di presentarsi, prima o poi, al suo cospetto con tanto di laurea in Medicina da esibire.

Il nostro avvocato si avvale, per risolvere i casi più intricati, dell'aiuto di un'investigatrice privata. È Laura Bini. Una ragazza molto bella. E dal carattere volitivo. L'intraprendente Laura rappresenta presto una seria minaccia all'indipendenza sentimentale di Paolo.

Storie dunque che parlano d'amore. Di tradimenti. Delusioni. Incomprensioni. E tutto il bagaglio di aspetti positivi e problemi che la vita di coppia comporta. Ma che contengono tutte un importante valore di riferimento che s'impone sempre: la fiducia. Non c'è amore senza fiducia. Negli altri. Nella vita. Ma soprattutto nelle proprie capacità.
Ognuno di noi deve compiere un determinato cammino nella vita. Per misurare se stesso. Scoprire quanto vale. E diventare ciò che veramente è. Ogni uomo può realizzarsi sviluppando il suo potenziale. E può farlo solo mettendosi in gioco. Quindi rischiando. Questo è il compito principale assunto dall'avvocato Paolo G. Bonelli. Fare in modo che i suoi assistiti siano spinti ad agire. A rischiare. A mettere in gioco i propri sentimenti. Affrontando a viso aperto le piccole o grandi paure. Freni che impediscono loro d'esprimere le proprie potenzialità. Per condurli su questo percorso Paolo rischia sempre in prima persona. Perché è il primo a mettersi in gioco.

Professionista profondamente onesto, l'avvocato va spesso coraggiosamente contro corrente. Contravvenendo a regole prestabilite. Entra nelle case dei suoi clienti come una persona di famiglia. E già questo farebbe drizzare i capelli in testa a molti avvocati. Indaga sul loro privato. Arriva addirittura a costruire situazioni artificiose, pur di spingerli a sbloccarsi. E a confessare a se stessi le proprie paure, i propri limiti. In poche parole, li esorta ad aver fiducia in se stessi. Il premio finale che ne ricevono è immancabilmente l'amore. Con un'importante conclusione. Se non ami e non rispetti te stesso e non agisci secondo coscienza non potrai amare davvero. Né essere amato.



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