Note di regia

Commesse, ma soprattutto donne. Giovani, meno giovani, divertenti, seducenti, brillanti, angosciate, scontente, insicure, ambiziose, competitive, innamorate, carrieriste. Donne viste nel loro privato. Ma anche nell'ambiente di lavoro.
Il nostro immaginario microscopio si concentra nel luogo tipico della seduzione. Nel tempio della vanità. In una boutique d'alta moda femminile. Può essere a Roma, come a Milano a Parigi o New York. Poco importa. I problemi di queste donne sono assolutamente universali. L'ambiente in cui si svolgono le vicende è patinato ed elegante. Qui l'immagine e la bellezza sono tutto. Sotto la conduzione attenta, puntuale e spesso severa della Direttrice Francesca (Caterina Vertova) lavorano cinque giovani commesse e un commesso. Marta (Sabrina Ferilli). Roberta (Nancy Brilli). Fiorenza (Veronica Pivetti). Paola (Anna Valle). Lucia (Elodie Treccani). Romeo (Franco Castellano).

Vogliamo raccontare le loro storie. E dare visibilità a una categoria che fa parte del nostro quotidiano. Ma di cui conosciamo pochissimo. Vogliamo raccontare il loro privato. L'amicizia che le lega. I loro amori. I loro sogni. Le loro delusioni. Ed anche lo stridente contrasto fra l'atmosfera ovattata e lussuosa in cui vivono e lavorano per otto ore al giorno e il loro rientro a casa. Abitazioni spesso periferiche. Lunghi spostamenti in metropolitana. Stanchezza e solitudine. Situazioni familiari e sentimentali non sempre felici. Piccoli grandi drammi. La malattia di un figlio. Una cena importante da preparare in poco tempo. La prima ruga. Oddio sono ingrassata un chilo!. Come faccio non ho niente da mettermi!. I ritorni a casa notturni delle single. Con la preoccupazione del pericolo in agguato. I tradimenti. Ma anche il piacere della solitudine. Del flirt rubato. I piccoli scherzi e le congiure nei confronti degli uomini troppo sicuri di sé.

Storie che si sviluppano seguendo strade misteriosamente tracciate in un quotidiano che appare privo di grandezza. Perché fatto a volte di frivolezze. Di piccoli rituali come il trucco. La scelta d'una pettinatura o d'un vestito. Così si stemperano i drammi delle nostre protagoniste. Tanto diverse dalle loro coetanee di venti o trent'anni fa. Più consapevoli. Apparentemente più forti. Ma cariche di nuovi problemi e necessità.

Identici restano i grandi sentimenti: amore, amicizia, gelosia, desiderio. Diversa la voglia di vivere. Di stare insieme. Di ridere e divertirsi. Diversi i sogni. Maggiori i rischi. Ma accanto a storie drammatiche ci sono anche vicende divertenti e a lieto fine. Perché nei destini incrociati di queste giovani donne possa esserci anche la speranza. E pur in una quotidianità spesso frustrante e ripetitiva, viva ancora il mito della favola.



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