HANNO DETTO
Il sorprendente secolo russo

Quello che sorprende nei documenti filmati della vecchia Unione Sovietica (oggi Russia) non è soltanto la quantità dei materiali a disposizione, cosa più che logica tenendo presente i settant'anni di vita di quel Paese e di quel regime (che oltretutto fece propri anche i documenti di epoca zarista, partendo da quello sull'incoronazione di Nicola II, un anno dopo l'invenzione del cinematografo) quanto un altro aspetto ancora, insieme sorprendente e sconcertante. Il fatto cioè che si volle documentare tutto, le pagine belle, e quelle negative, salvo decidere, di volta in volta, che cosa si poteva mostrare al pubblico, e che cosa doveva venire sepolto nel segreto degli archivi (o ritirato dalla circolazione man mano che questo o quel capo cadeva in disgrazia). È questo che garantisce a chi ci mette le mani continue sorprese, e altre ne garantirà certamente in futuro. Può capitare poi che i documenti filmati riguardino degli avvenimenti di cui si era già pienamente a conoscenza (nel bene e nel male), mediante la parola scritta. E tuttavia... nulla a nostro avviso possiede la straordinaria forza di impatto delle immagini, in chiave di realtà e di verità. Da qui questa seconda serie sulla storia di un grande Paese che così a lungo ha condizionando la nostra vita; e che sicuramente continuerà a condizionarci anche alla voce Russia. Parliamo oggi dei soldati italiani caduti prigionieri sul Don, dei dieci anni di regno di Nikita Kruscev, della lunga agonia di Leonid Brezhenev, dei successi e degli insuccessi nello spazio, della polizia politica, braccio armato del regime, delle donne in Russia, di Gorbaciov e di Eltzin, di Mosca oggi, e infine di quello che abbiamo chiamato il secolo russo, con immagini mai viste prima. E di certo altro ci sarà da dire in avvenire (tenendo presente che il lavoro di scavo continua).

Raffaello Uboldi



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