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HANNO DETTO
C'era una volta la Russia
ue anni fa, per iniziativa di Enrico Pistolese, ebbe inizio una prima indagine negli archivi segreti del Cremilino. Da quella ricerca nacque una serie televisiva, intitolata appunto Gli archivi del Cremilino, che ebbi il piacere di realizzare su RaiUno nel 1997 insieme con Raffaello Uboldi, e che ebbe un certo successo, non soltanto tra gli specialisti. Non pochi dei filmati inediti che presentammo, e che discutemmo in intensi dibattiti di studio, furono giudicati molto interessanti, e talvolta rivelatori.
L'arco di tempo coperto da quella prima serie di dieci programmi andava dall'ascesa al trono dell'ultimo Zar alla caduta di Kruscev; e a quel lavoro sono particolarmente legato, anche perché ne ebbi lo stimolo a portarlo avanti in altra forma, con un'ulteriore ricerca sulle fonti scritte, che ha ora portato al volume Russia del Novecento, edito da Corbaccio e da poco tempo in libreria. Pistolese e Uboldi continuavano intanto l'esplorazione del vasto mondo degli archivi russi; da qui è nata una nuova serie di filmati documentari, intitolata C'era una volta la Russia, che porterà avanti il racconto per immagini della storia russa del Novecento fino al tempo presente, e ne approfondirà alcuni temi particolari, sulla base di nuovo materiale ritrovato nel grande, inesauribile serbatoio degli archivi moscoviti. Questa volta a me tocca soltanto il compito di presentare e chiudere con brevi interventi ognuna delle dieci puntate della nuova serie, che penso risulterà non meno coinvolgente della prima.
Della storia del Novecento, la Russia è stata una protagonista, dal principio fino alla fine del secolo, nel bene e nel male: un grande paese, che ha segnato il destino dell'Europa e del mondo, in pace e in guerra.
Affacciandoci con non poche preoccupazioni all'orizzonte del nuovo secolo, e del nuovo millennio, ci accompagna l'ansia di capire meglio che cosa sia accaduto nel secolo terribile che si sta concludendo, e a cui siamo, talvolta precariamente, sopravvissuti. Esso ci lascia un'eredità incerta, che ci impegna a proseguire il viaggio con nuove forze e nuove ambizioni, e che ci incita peraltro ad approfondire lo studio delle motivazioni profonde delle grandi tragedie del Novecento, non meno dei successi, che sono pure parte dell'eredità del secolo che ci è toccato vivere.
La conoscenza del passato, che è poi conoscenza profonda di noi stessi, dovrebbe, o potrebbe, renderci più saggi, aiutando le nuove generazioni a non ricadere negli stessi errori del passato. In un momento di sconforto, molto tempo fa, Pietro Nenni ebbe a dire: l'esperienza non si trasmette. La speranza che sia invece possibile il contrario, che si possa insomma imparare dalla storia, è stata tuttavia tramandata, e sempre rinnovata, di generazione in generazione. Talvolta questa speranza non è andata delusa.
Arrigo Levi
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